La maggior parte delle polizze Rc auto, si sa, sono regolate dalla formula contrattuale del ’bonus-malus’. Questa formula prevede rincari o riduzioni percentuali del premio a seconda che l’assicurato abbia causato o meno sinistri nel corso di quello che viene chiamato ’periodo di osservazione’, che dura un anno e finisce tre mesi prima della scadenza della polizza.
Secondo quanto osservato dal Garante, invece, il bonus-malus non corrisponde a una diminuzione del premio nemmeno nel caso in cui l’automobilista non abbia causato incidenti. Nella migliore delle ipotesi si può solo sperare che il premio non aumenti. Pare che ci sia un 45-47% di automobilisti che pur salendo in prima classe di merito hanno dovuto subire l’aumento della loro polizza semplicemente perché nel frattempo le tariffe hanno subito aumenti.
E nonostante Lirosi ritenga che non spetti a lui intervenire, dal momento che si tratta di decisioni a livello legislativo e imprenditoriale, il Codacons deve ’valutare la vessatorietà della clausola che prevede il bonus-malus nei contratti assicurativi e chiederne la nullità’. L’art. 33 del Codice del consumo ritiene vessatorie tutte quelle clausole che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio fra i diritti e gli obblighi stabiliti dal contratto, mentre l’art. 34 ne prevede la nullità.
Alla luce di tutto ciò, secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, Lirosi dovrebbe quindi impugnare la clausole in tribunale per poterne ottenere la nullità.